
Da una leggenda medievale, con dame, cavalieri, crociati e saraceni, cattedrali e castelli di Provenza, rivive con Raymonda, l’ultimo grande titolo dei leggendari balletti imperiali. Tra variazioni classiche, czarde, mazurke, pantomima e un finale grandioso, una ricchezza melodica inesauribile e una incredibile varietà di stili, nella edizione più fedele a quella che debuttò a San Pietroburgo nel 1898.
| Coreografia | Marius Petipa (1898) |
| Ricostruzione della coreografia e messa in scena | Sergej Vikharev |
| Musica | Aleksandr Glazunov |
| Direttore | Michail Jurowski |
| Scene originali | Orest Allegri, Pëtr Lambin, Konstantin Ivanov (1898) |
| Ricreate da | Boris Kaminsky |
| Costumi originali | Ivan Vsevoložskij (1898) |
| Ricreati da | Irene Monti |
| Ricerche storiche d'archivio e coordinamento | Pavel Gershenzon |
| Nuova produzione Teatro alla Scala | |
Recita del 27 ottobre 2011
Verso fine '800, San Pietroburgo era quasi “colonizzata” dagli italiani. Alla prima di Raymonda danzò Pierina Legnani, ballerina “assoluta” del Mariinskij; sul podio c’era Riccardo Drigo, consigliere e amico di Glazunov e di Čaikovskij. Nel cast figuravano anche la moglie del grande ballerino Enrico Cecchetti, Giuseppina e Ol’ga Preobraženska, che diventerà l’insegnante a cui nel 1921 Toscanini affidò la direzione della Scuola di Ballo della Scala.



