Don Giovanni, Soggetto

Il protagonista stava molto simpatico a Mozart, malgrado i modi subdoli e brutali. Gli altri maschi dell’opera sono molto meno interessanti: un gorgheggiante fidanzato (Don Ottavio), un servo invidiosetto (Leporello), un popolano comunissimo (Masetto) e il povero Commendatore, che soccombe in duello nella prima scena e, sotto forma di statua, nell’ultima si porta all’inferno il suo uccisore (Don Giovanni appunto). Per essere un libretto sul celebre libertino, nel corso dell’opera il mitico collezionista di conquiste non aggiunge nomi al suo catalogo (2065). Pare in fin di carriera. Infatti, malgrado le medie precedenti, non riesce a sedurre né la contadinella Zerlina, né la cameriera di Donna Elvira, la sua implacabile persecutrice, di cui non vuole più sapere. Resta un dubbio su Donna Anna, la figlia del Commendatore. Lei dice che quella notte non c’è riuscito. Ma che poteva dire al fidanzato nella Spagna del Cinquecento? Però rimanderà il matrimonio dopo aver trascorso l’opera nel dare la caccia al suo seduttore con un accanimento sospetto. Don Giovanni non sarà perdonabile, ma possiede l’invidiabile forza dell’eros, energetica e contagiosa. Ha un coraggio spericolato e un’audacia fascinosa verso il femminile. E non rinnega la sua morale atea neppure quando è lambito dalle fiamme dell’inferno. Che uomo!

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