
Prendere la danza accademica e esplorarne le strutture, ripensando lo spazio, spingendo il corpo al limite, sperimentando nuove dinamiche, entrando e uscendo dalle posizioni classiche scoprendo nuove e illimitate configurazioni: questo trittico evidenzia la “rivoluzione artistica” di Forsythe che ha portato a rivedere il concetto di balletto classico ampliandone le variabili e le prospettive.
| Artifact Suite Nuova produzione Teatro alla Scala |
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| Musica | Johann Sebastian Bach Eva Crossman-Hecht |
| Costumi | William Forsythe |
| Herman Schmerman Nuova produzione Teatro alla Scala |
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| Musica | Thom Willems |
| Costumi | Gianni Versace - William Forsythe |
| In the middle, Somewhat Elevated Allestimento del Teatro alla Scala |
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| Musica | Thom Willems in collaborazione con Leslie Stuck |
| Costumi | William Forsythe |
| Per i tre balletti | |
| Scene e luci | William Forsythe |
| Etoile | Roberto Bolle |
Recita del 23 settembre 2010
“Herman Schmerman: ho sentito per la prima volta questa frase - disse Forsythe - pronunciata da Steve Martin nel film "Dead Men Don't Wear Plaid". Penso sia un titolo carino che non significhi nulla. Anche il balletto non significa nulla. E’ un pezzo sul danzare che farà molto divertire. Sono solo cinque danzatori di talento che danzano, e questo non è male, vero?”



