
Un lago incantato, un principe, una fanciulla-cigno bianca e buona (Odette) e la sua “sosia” cattiva (Odile, il cigno nero): Il lago dei cigni è il balletto più amato del grande repertorio, e la poetica e struggente partitura di Čajkovskij lo rende indimenticabile. Quando il suo “Lago” approda alla Scala nel 1990, Nureyev tiene per sè il ruolo equivoco, speculare, del precettore Wolfgang e del mago Rothbart. Ma il protagonista assoluto è Siegfried, un principe romantico, dall’animo malinconico più che eroico. Per lui Nureyev crea ardue variazioni, è lui il centro di tutte le linee drammaturgiche del balletto, nel suo sogno che svanisce e tragicamente non lascia spazio al lieto fine.
| Coreografia | Rudolf Nureyev |
| Musica | Pëtr Il’ič Čajkovskij |
| Direttore | Daniel Barenboim |
| Scene | Ezio Frigerio |
| Costumi | Franca Squarciapino |
| Allestimento del Teatro alla Scala |
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| Odette/Odile | Alina Somova |
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Sigfried
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Leonid Sarafanov
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Recita del 15 dicembre 2010
Un braccio alzato sopra la testa, con il palmo rivolto verso l’esterno: è così che nella coreografia le ballerine ricordano le sembianze del cigno, il lungo collo e la testa reclinata; mentre incrociando le braccia all’altezza dei polsi le ballerine-cigno rappresentano l’essere prigioniere dell’incantesimo del mago Rothbarth.




